Difficile quindi trovare anche a livello emotivo il giusto stimolo, riuscire a dare conforto a un giocatore che nel giro di tre giorni ha prima conquistato il più grande obiettivo della sua carriera e poi lo ha visto disgregarsi davanti ai propri occhi. La sua assenza pesa, non poco, sulla serie e coach Spoelstra ha più volte sottolineato come si sia ritrovato a dover vestire i panni del padre che deve consolare il proprio figlio: “Prima di tutto, non posso fare altro che empatizzare con Goran e Bam per quello che stanno attraversando in questi giorni. Posso guardare attraverso i loro occhi e vedere le loro anime sofferenti, si intuisce subito in quello sguardo la voglia di tornare in campo. Non dipende da loro, non dipende da me. È importante che continuino a sentirsi parte del gruppo, a prendere parte alle riunioni e soprattutto a stringersi attorno ai compagni quando c’è da lottare, da dare conforto o spinta a chi sta per scendere in campo. C’è dell’energia che non riesco a spiegare in tutto questo. La speranza è che esista davvero un karma che permetta a loro di avere una spinta in più nel recupero. Vedremo come evolveranno le cose nei prossimi giorni”.
Fonte: Sky Sport
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